Il territorio verso l’anno Mille

Zanano e il suo ponte         Noboli        La necropoli altomedioevale di Sarezzo

Sarezzo

Il nucleo originario, di probabile origine celtica, si venne formando presso il torrente Redocla, lontano dal fiume e a ridosso di uno sperone roccioso all’imbocco della piccola valle che si apre verso Lumezzane.

Duemila anni fa, al tempo di Roma imperiale, in Valtrompia già era presente la produzione di armi. A sud di Sarezzo, dove si apre la valle di Lumezzane, (Valgobbia- Vergobia) si trovavano alcune fucinette sulle rive del torrente Gobbia; alcuni casolari abitati da famiglie di contadini-boscaioli erano distribuiti nella zona pianeggiante e lungo la valle del Redocla.

Poche case, una piazzetta, sufficienti per alcune decine di abitanti, e poi stalle, fienili, recinti per gli animali d’allevamento e da lavoro.

Il torrente forniva l’acqua utilizzata dall’intera comunità.

Tra le abitazioni pochi sentieri e stradine larghi quanto bastava a farci passare un minuscolo carro o la mandria di pecore e capre.

L’unica strada importante che scendeva da Zanano, accostata alla montagna, passava vicino al paese e scendeva in Valgobbia dove incrociava la strada che scendeva da Lumezzane.

Forse poco discosta dalle casupole e fuori dall’antico nucleo abitato sorse mille anni fa la prima chiesa anch’essa a forma di capanna, ma in muratura, con a copertura di travi, povera come le abitazioni, ma importante perché simbolo della fede e dell’identità degli abitanti.

Con tutta probabilità Sarezzo venne a costituirsi in parrocchia verso l’anno 1200 dedicando la chiesa ai santi Faustino e Giovita, patroni di Brescia e della Valtrompia, quasi a sottolineare lo stretto legame che univa il paese alla città negli anni in cui buona parte del territorio circostante apparteneva al Capitolo della Cattedrale ed al monastero bresciano di S. Faustino.

Il Comune di Sarezzo nasce nel tredicesimo secolo, quando a capo della comunità, che comprendeva Zanano e Noboli, ci sono i Consoli eletti dai capi famiglia al fine di amministrare e salvaguardare la cosa pubblica. “Un primo riferimento ai Consoli di Sarezzo – scrive A. Soggetti – lo troviamo nel resoconto di una controversia sorta intorno all’anno 1232 tra Sarezzo e Brescia circa la definizione sui confini sul monte Palosso”. R. Simoni, Per le contrade di Sarezzo