Zanano e il suo ponte

Questo borgo vanta una storia ben più remota per essere sorto in età preistorica in una conca ampia e protetta, di fronte alla Biisa del Tojf, dove, sulla riva opposta del fiume, ha inizio la convalle che volge a ponente in direzione di Iseo.

In epoca romana, per la sua posizione strategica, era uno dei capisaldi della valle e tale divenne sicuramente in pieno medioevo quando più a nord, in prossimità del ponte sul fiume Mella, sorse il Castello di Testaforte.

Ridotto forse ad un villaggio di pochi abitanti, nel periodo barbarico, Zanano ridivenne importante dopo la fondazione a opera di Desiderio del monastero bresciano di S. Salvatore, allorché, come è presumibile, divenne centro amministrativo dell’esteso possedimento monastico, chiamato Grignano.

Il nucleo centrale del paese, verso l’anno Mille, era probabilmente costituito da tre edifici: un complesso monastico, sorto sui ruderi di un preesistente edificio romano; e, nelle sue immediate vicinanze, la chiesetta di S. Martino e il mulino utilizzato da tutti gli abitanti distribuiti nei poderi circostanti.

Parallelamente alla via che scendeva a Sarezzo, scorreva la seriola che, oltre al mulino, metteva in attività le fucine allineate sulla sua sponda sinistra. Altre piccole fucine si trovavano a ridosso del Put de Zenà, sulla riva destra del Mella.

In fondo a Zanano, dove iniziava la “Bredà” che si allungava fino a Sarezzo, sorse in epoca imprecisata un cascinale con la torre colombaria, probabile abitazione del fattore, detto “scario”, che era il rappresentante del monastero, colui che presiedeva al lavoro dei coloni e aveva il compito di amministrare i beni e i prodotti del possedimento monastico.

A Zanano, in località Gremone, furono rinvenute alcune sepolture romane di tipologia imprecisata. Gli oggetti ivi rinvenuti sono conservati presso la Soprintendenza Archeologica della Lombardia. R. Simoni, Per le contrade di Sarezzo