La torre campanaria di Sarezzo

II vescovo Giovanni Dolfin, nella sua visita pastorale compiuta a Sarezzo nel 1582, aveva osservato come l’antica parrocchiale non fosse sufficiente per i 1.300 abitanti del Comune.

D’altra parte una chiesa ed una torre adeguata alle esigenze di una vasta comunità civile e religiosa quale era quella di Sarezzo dovevano essere nei desideri dei responsabili del Comune e degli abitanti tutti.

Prima della chiesa fu deciso di erigere la torre campanaria nell’angolo nord- est del cimitero parrocchiale dove si trovava il sepolcro degli Avogadro.

II contratto tra il comune di Sarezzo ed i costruttori, che prevedeva di “fabbricar la Torre di altezza brassa 70 a lire 100 planete al di sopra della terra al brasso”, fu stipulato il 6 agosto 1583.

La posa della prima pietra avvenne il 12 settembre 1583 con “una festosa e solenne cerimonia che vide la partecipazione del popolo che accompagnava in processione il Rettore della parrocchia, Antonio Tirri, mentre suonavano le campane del vecchio e angusto campanile”.

La torre, alta “70 brassa”, corrispondenti a metri 33,25, fu ultimata nel 1585 e venne a costare complessivamente lire planete 7.000.
Una lapide collocata sulla parete della torre reca questa scritta:
“La Comunità di Sarezzo ha edificato la torre con suo denaro in onore di Dio Onnipotente e della Beata Vergine e dei Santi Faustino e Giovita e a vantaggio di detta comunità. Nell’anno della Natività del Signore 1585”.

Sulla parete della torre rivolta ad oriente appare lo stemma del Comune di Sarezzo nel più antico esemplare che si conosca con intorno la scritta “Castelanie Comunis Saretii, Vallis Trompie”.
Appena sopra lo stemma troviamo una composizione in altorilievo ricavata su due lastre di marmo.

Vi sono scolpite le figure dei Santi Faustino e Giovita vestiti da guerrieri che reggono in una mano la palma del martirio e nell’altra rispettivamente una bandiera ed una spada sguainata. R. Simoni, Per le contrade di Sarezzo