Il Comune aumenta le sue proprietà

Anche gli uomini del comune seppero approfittare dei periodi di favorevole congiuntura per ulteriormente accrescere il patrimonio generale. Nei secoli XV e XVI il comune di Sarezzo compera edifici di uso comunitario, osterie, beccarie, molini, ma soprattutto pascoli e boschi, che, nel passato, erano la principale fonte di reddito delle famiglie e del comune.

Il bosco non dava soltanto la legna da ardere, forniva la materia prima per il carbone, per costruire mille attrezzi di lavoro e per la casa.

Era lo strame per gli animali, pascolo per le bestie, luogo di caccia e di passatempo.

Possiamo allora capire la cura con la quale il comune, per lunghi secoli, continuò ad ampliare e conservare con precise disposizioni il patrimonio boschivo.

Il ‘500 è il secolo nel quale Sarezzo riesce a far propri i più estesi boschi comunali. Fra questi il monte Grina che era il pendio montuoso il quale, partendo a ovest di Noboli, proseguiva lungo la Valle di Gombio salendo fino alle località Piazze e Visala.

Gli “Annali” di Angelo Bosio offrono una lunga serie di acquisti fatti dal comune lungo l’arco di oltre cento anni.

Qualche esempio riguardante l’acquisizione della “Grina”:
– 14 novembre 1553. Il comune compera da Zaccaria q. Gentile de Advocatis di Zenano una pezza di terra montiva, boschiva in contrada Grina per planeti 360.
– 1° dicembre 1553. Il comune di Sarezzo comperà da Geronimo q. Marco Antonio de Redolfi de Advocatis un bosco nella Grina di piò 12 a lire 360 planeti.
– 30 settembre 1557. Il comune compra da Cristoforo Prati di Ome due pezze di terra boschiva dette Dosso Piazze sopra la Grina.
– 18 dicembre 1548. Il comune compera una pezza boschiva detta Grina da Gabriele Redolfi.
Altre compere:
– 1485. Il Comune compera da Vincenzo Perotti una casa sita in Capo Maggiore.
– 1491. Tratta l’acquisto del molino di Zanano.
– 1493. Compra da Vignadino de Danderi un bosco in Paier.
– 1502. Da Giacomino de Redolfi una parte di casa con portico e corte al ponte di Zanano.
– 1502. Da Bartolomeo de Ghidini da Gardone una pezza di terra al ponte de Zanà.
– 1509. Da Filastro del fu Ludrino Trabucchello da Sarezzo una pezza di terra prativa nelle Brede.
– 1511. Da Dionisio de Colzi di Sarezzo una pezza di terra con baita al piè di Castolo.
– 1518. Da Giacomino del fu Lorenzo del Nido una pezza di terra ronchiva, prativa, vitata e castignina in contrada del Bocchino.
– 1522. Da Cristoforo del fu Bartolomeo Perotti una casa sita in contrada della Valgobbia.
– 1527. Una casa murata, cilterata, con porcile e forno a Zanano in contrada della Piazza.
– 1544. Da Marcantonio Avogadro de Zenano una pezza di terra con la metà d’una stalla fenile e portico in valle di Gombio.
– 1548. Da mastro Lodovico e Vicenzo fratelli del fu Redolfidi Zenano una pezza di terra prativa sita in valle di Gombio in contrada Caragnolo.
– 1548. Dal signor Gabriele del fu Giacomo Redolfi una pezza di terra in contrada Grina.
– 1549. Da mastro Gian Maria Perotto due corpi di case in contrada della Valgobbia.
– 1551. Dal signor Antonio Redolfini di Zenano una pezza di terra prativa e ripata nella Val di Gombio.
– 1555. Da Gabriele del fu Maffeo Pollotti delle Mezane una casa murata, cupata, cilterata in Zenano.
– 1557. Da Marcantonio del fu Quinto de Advocatis una pezza di terra in Paier. R. Simoni, Per le contrade di Sarezzo