Gli Avogadro e San Bernardino da Siena

Bernardino, frate francescano, giunse a Brescia nella primavera del 1442 per svolgere la sua opera di pacificazione “nella città del ferro dove le fazioni si scannano”.

In tale circostanza volle recarsi in alcuni paesi della Valle Trompia, fra cui Gardone, “terra grossa della valle Tromplina”, nota per le sue fucine e per le rivalità tra gli abitanti che spesso si concludevano a colpi di arma da fuoco.

Bernardino era un oratore focoso e convincente, la cui predicazione richiamava folle di fedeli. Si narra che tutti gli abitanti dei paesi vicini, anche le nobili famiglie, accorsero ad ascoltare le sue parole.
Erano presenti anche gli Avogadro di Zanano?

È molto probabile, dal momento che capitò anche in Valle Trompia, quello che accadeva in altri posti: non solo i poveri si rappacificavano, i prepotenti deponevano le armi, ma i possidenti donavano al santo frate un pezzo di terra per costruirvi un convento che potesse rappresentare un’ oasi di pace tra famiglie e paesi in lotta fra loro.

Bernardino, “colle sue riverenti preghiere”, ottenne quanto desiderava.

Il giorno 20 aprile lo troviamo infatti a Zanano nella casa degli Avogadro per sottoscrivere l’atto di donazione con il quale il nobile Giacomo Avogadro ed un suo nipote gli fanno dono di ottantasei tavole di terreno nei pressi di Gardone per costruirvi il convento con la chiesa di S. Maria degli Angeli.

Il documento è sottoscritto da Giacomo Avogadro, da Bernardino da Siena e dai testimoni Luchino de Redolfi e Francesco Rodengo. R. Simoni, Per le contrade di Sarezzo